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Obbligo di green pass per le mense aziendali


Precisazione di Palazzo Chigi e prossima pubblicazione della norma

8/17/2021

L’immediata entrata in vigore della normativa che impone l’obbligo del “green pass” ai Lavoratori ed alle Lavoratrici per l’accesso alle mense determinerà disagi tra tutti i lavoratori che non ne sono in possesso. Le aziende si stanno affrettando a comunicarci le loro soluzioni, che prevedono l’utilizzo del cestino, abbiamo già comunicato che questa soluzione può essere utilizzata solo nell’immediato, ma che a regime si dovranno trovare delle soluzioni che consentano anche ai lavoratori e alle lavoratrici che non ne sono in possesso di consumare un pasto adeguato in condizioni di sicurezza. La UGL Chimici si è da subito resa disponibile ad incontri tesi a trovare soluzioni idonee a risolvere la spiacevole situazione di cui si verrebbero a trovare tutti quei lavoratori privi di “green pass”, a cui dovrebbero essere eseguiti esami di tampone ogni 48 ore per poter accedere alle mense aziendali. Infatti, come reciterà la norma, “… per la consumazione al tavolo nelle mense aziendali o in tutti i locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti pubblici e privati sarà necessario esibire la certificazione verde”, che, come noto, può essere rilasciata solo a chi si è vaccinato, guarito o risulta “negativo” al tampone. A tale riguardo, stiamo proponendo all’aziende di valutare la possibilità di poter rilasciare ai lavoratori privi del “green pass” una tessera momentanea per ticket di buono pasto e che resti in vigore per il tempo necessario, fino a trovare altre soluzioni più idonee. Peraltro, a nostro avviso, il numero dei lavoratori in queste condizioni peculiari, non può essere elevato, visto che oltre i 2/3 della popolazione lavorativa italiana ha già aderito alla campagna di vaccinazione. Di più, gli stessi lavoratori avrebbero la possibilità di scelta personale, se andare cioè a consumare il pasto nella propria abitazione, in un qualsiasi locale privato di somministrazione del cibo all’aperto, oppure in un possibile locale ad hoc ricavato in un locale aziendale, limitando così possibili assembramenti. Su tale nostra proposta, alcune azienda ci ha già precisato di trovare difficoltà gestionali, soprattutto nel caso si dovessero trovare a conteggiare un numero consistente e rilevante di lavoratori privi di “green pass”; ma che comunque ci avrebbero dato, appena possibile, informato sulle soluzioni possibili. Attendiamo fiduciosi riscontri dell’aziende; resta inteso però che la nostra O.S. non potrà assecondare scelte lesive della dignità dei lavoratori, e sarà sempre vicina alle loro esigenze, soprattutto se i Lavoratori si trovano, come ora, ad affrontare spiacevoli ed inique situazioni di discriminazione sociale e lavorativa.

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